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Come era na- turale, Henri viene prima in Italia, dove gli studj godevano 1 Feugère. A Venezia si l'ernia parecchi mesi presso Paolo Manuzio. Nel , lo vediamo in Inghilterra, dove è bene accolto da Edoardo VI. Viaggia nelle Fiandre e nel Brabante, impa- rando in pochi mesi la lingua e la letteratura spagnuola. Nel accompagna il padre a Ginevra e, dopo qualche tempo, trascorso o aiutando il padre nella tipografia, o allonta- nandosi per nuovi viaggi, pubblica le anacreontiche che aveva Le anacreon- tiche.

Son mérite personnel le sauva. Notre ambassadeur à Venise, Odet de Selve, avait grand intérét pour le bien de nos affaires, à etre informe des secrets politiques, qu' il fallait aller chercher à Naples.

II s'adressa à Henri dont il appréciait l'attachement au pays. C'était en avril lorsque Sienne, énergiquement défendue par strozzi et Motluc contre les troupes de Cosme de Medicis, était forcée de céder à la famine. Henri se rendit aussitot à Naples et y remplit habilement sa mission ; mais, reconnu par un Itah'en, qui prétendait l'avoir vu à Venise, auprès de l'ambassadeur francais, il n'échappa au danger qu'en parlant l'idiome napolitain avec une perfection qui le fit passer pour un indigène, v.

Il exellait à se servir de chaucun des dialectes aussi facilment que s'il n'eùt pratiqué que l'un d'eux: Carattere d e 1- l'Estienne. A Venezia, pubblica in latino una scelta degli Idilli di Teo- crito, Bione e Mosco, che porta seco nel medesimo anno, a Parigi.

Henri Estienne vien ora colpito da sciagure domestiche: E il nostro erudito che sembrava indifferente agli affetti di famiglia, sfoga l'amor suo e il suo dolore in bei versi latini ; sacro questo dolore e tenerissima questa emozione, poiché, a dir vero, l' Estienne ebbe carattere tale da non muovere l'affetto dei contemporanei.

Spirito irrequieto, in cerca sempre di cambiamenti, irritato dalle difficoltà del suo commercio che non gli permetteva di dedicarsi agli studj, ardente nella critica, eccitabile all'eccesso, mordente nella satira, sicuro di se stesso e fierissimo, egli posse- deva tutte le qualità che attirano l'inimicizie e l'odio.

Pare che coli 'Estienne abbia collaborato J. Per noi la questione ha poco o nessun interesse. Nel , irritato dalle sciagure che lo avevano colpito, scrive il Discours merveilleux de la vie, actions et deportement de Catherine de Medicis, la quale incolpa della strage della notte di S. Bartolomeo, di tante altre persecuzioni contro i protestanti e di molti mali che tormentavano allora la Francia: Nel , l'Estienne lancia al pubblico l'opera più impor- tante della sua patriottica campagna, quella che forma quasi interamente il materiale del nostro studio: Epistolae cice- rorniano stylo scriptae.

A questo punto, cominciano le noie per la pubblicazione dei Deux Dialogues, un lungo processo, del quale ci occuperemo più innanzi. Una nuova sciagura domestica lo coglie ; la morte della seconda moglie, Barbe, figlia di Claudio de Wille. Ritorna in Francia e trova per qualche tempo un rifugio alla corte: L' officina del grande umanista-editore oramai agonizza per la mancanza di danaro ; la pubblicazione del Thesaurus, 1 II Clément, op.

In principio dèi , pieno di speranza d'ottenere qualche soccorso dal re, lo rivediamo a Parigi, dove infatti è ben ac- colto e si ferma più di un anno, occupandosi di studj e della corte. Ma la guerra civile tra cattolici e protestanti bolliva nascosta e stava per scoppiare. Il 31 marzo , la Licjue pubblica il famoso manifesto. Enrico HI tenta invano di sedare i cattolici sollevati; deve emanare l'editto di Nemours e togliere cosi ogni libertà di culto ai protestanti.

L' Estienne è costretto a rifugiarsi in Ginevra colle mani vuote, nonostante il brevetto reale che gli accordava mille scudi per il libro de la Précellence. Dal al ritorna più volte a Parigi, che lascia solo per andare a Ginevra o in Germania. Nel il pugnale di F. Questo libro, la sua fede di protestante, a tutti nota, e i nuovi rigori contro la setta lo obbligano a ritirarsi a Ginevra, dove riprende la direzione della sua tipografia, ma senza 1' u- sato entusiasmo.

Una serie di manoscritti stavano attendendo invano l'o- nore della stampa ; innumerevoli lamenti da parte di amici e di eruditi, maliziose insinuazioni s' accumulano siili' infelice umanista per questi ritardi. Infatti, viaggia fino al e sempre scrive, facendo solo brevi corse a Ginevra per portare nella sua officina un po' di vita, che si spegneva subito, appena egli erasene allontanato.

Contro i Turchi- L' istancabile umanista, in questo stesso anno, si lascia attirare dalla passione politica e concentra tutte le forze del suo ingegno nel combattere contro la presenza e l' influsso dei Turchi in Europa. È ammesso alla dieta di Ratisbona e pronuncia un ar- dente discorso davanti all' Imperatore Rodolfo II ed ai principi elettori, eccitandoli alla guerra contro gli intrusi.

In tale ordine di idee pubblica 1' operetta De latinitate Lipsii palaestra, che gli solleva contro un' accanitissima cri- 1 Feugère. Torna, poi, stanco e più indispettito di prima, a Gi- nevra, dove si rinchiude nella sua ricca biblioteca.

L'irritabilità, la poca socievolezza di carattere lo rendono ora intrattabile. Da questa volontaria prigionia lo si vede uscire nel , quando si reca presso il Casaubon, a lui parente e amico, a Lione, ma quivi cade ammalato e muore nel marzo dell' anno dopo, miseramente, all' ospedale.

Dulcis pater, optiate patram extintum te crcdiderim lucemque perosum Et Lugdunaco requiescunt ossa sepulcro. Conformile La Conformile du langage frangais avec le grcc si divide in tre libri: Feugère chez Delalain , — 33 — per iscopo di far risaltare quanta parte di greco si possa ri- scontrare nel francese.

Il trattato, elio a prima rista sembra un'apologia delle due lingue, lascia taci I niente scorgere l'intendimento vero del- l'autore, il quale, constatati i suddetti rapporti, si propone di dimostrare in sostanza il seguente suo sillogismo: Quale sia il valore delle argomentazioni e dell'opera del Valore letterario nostro autore, diremo più innanzi, dopo aver anche esaminato la Précellence.

Notiamo che lo stesso tentativo fu fatto anche in Italia. Ascanio Persio scrive un discorso intorno alla conformità della lingua italiana colle più nobili ed antiche lingue e principal- mente colla greca. In Venezia, Giotti Per lui quella parte di lingua italiana che non venne dal latino ci fu data dal greco ; constata che sulla riviera di Genova si parla, ancora ai — 34 - L' importanza che quest' opera ha per noi, sta nella Dé- dicace e soprattutto nella Préface.

Nella Dédicace V Estienne rileva il disordine in cui trovasi la lingua francese, causa il mal vezzo de' cortigiani di usare neologismi.

Infatti, appena spiegato lo scopo della sua opera, l' Estienne dice: Mais avant qu' entrer en matiere, je veux bien advertir le lecteur que mon intention n'est pas de parler de ce langage francois bigarré et qui change tous les jours de livree selon que la fantaisie prend ou à messieurs les courtisans ou à mes- sieurs du palais de l'accustrer Je ne pretends point ici parler de ce francois desguisé, masqué, sophistiqué, fardé, affecté Je laisse à part ce francois italiaDizé Quantunque non accenni alla Conformile dell'Estienne, 1' autore fa capire che la conosce, perchè a pag.

Car qui nous meut à dire manquer et manquement plustost que dcfaillir et default? Pourquoi trouvons-nous plus beau à Vim- proviste que au despourveut La première volte que la première fois, grosse intrade que gros revenu? Qui fait que nous prenons plus de plaisir à dire: Infatti, accusando la lingua italiana d' aver tolto a prestito parole dalla francese, mostra le diverse categorie di parole tolte dai francesi agli italiani: Ancora più importante è il passo dove egli fissa quando sia permesso usare neologismi derivati dalle altre lingue.

Sfoga infine con severe espressioni il suo sdegno contro le affettazioni del linguaggio degli italianisti. Anzi, a questo proposito, si narra che l'Estienne si trovava allora a Parigi, e che non avendo seco le note raccolte, intendeva rimandare a tempo indefinito il lavoro.

La pace di Bergerac del doveva rassicurare l'Estienne sulle tendenze del re verso i protestanti, del re, che, per amor di pace, con una politica poco lodevole di dissimulazione, cercava di tenersi fa- vorevoli i partiti che si combattevano in Francia.

Solamente nel fu costretto a destarsi dal suo torpore, quando, es- sendosi i cattolici col manifesto delle Lingue 3 sollevati, e non 1 Più che alle note raccolte s'affiderebbe alla sua memoria,: Io mi sono servito dell 'edizione del Feugère. Il Glément studia i rapporti tra il re e l'umanista e, stimando impossibile che 1' Estienne si rivelasse quale autore del libello contro Caterina de' Medici, nonostante tutta la sua confidenza con Enrico III e l'indifferenza di questi verso la madre, ammette che tale confessione riguardi i Deux Dialogues e trova un appoggio alla sua opinione nelle lodi che gli stessi Dialogues contengono per il sovrano.

Non si era egli rifugiato appunto alla corte di Francia per difendersi contro le minacce del processo 1 p. Non scriveva appunto quella Précellence che alla fine dei Dia- loghi aveva annunciata? E non era egli ritenuto il fiero nemico dell' italianismo?

Non si era reso forse famoso specialmente per questo nel campo letterario e filologico? L'anonimo doveva sembrare ben inutile, oppure bisognava supporre una buona dose di semplicità nel re, se con tutto l'apparato della con- fessione d'un grande segreto 1' Estienne con lui si fosse aperto. Tuttavia, un fatto potrebbe gettare un po' di luce sull'in- tricata questione. Si vociferava tra di essi perfino che Enrico HI, perdurando ancora a stimare la lingua italiana superiore alla francese, si fosse pentito dell' invito fatto all'umanista di scrivere la Précellence.

Tale fatto induce ad ammettere una specie di complotto tra il re e il protestante umanista. Come si potrebbe , altrimenti giustificare la guerra della corte contro l' Estienne? E come non sospettarlo, anzi non considerarlo autore dei Beux Dialogues se lo si sapeva inca- ricato di scrivere la Précellence, promessa dall'autore dei Beux Bialogues stessi? Siano i primi, sia la seconda l'oggetto del segreto rivelato al re, ci salta qui all'occhio la prova lam- pante di una doppia menzogna dell' Estienne, perchè non solo egli era veramente l'anonimo autore di quelle opere, ma in esse aveva fatto precisamente il contrario di quanto asserisce nella suddetta Préface, e col più crudele e sleale accanimento.

Che oggetto del segreto fossero poi i Deux Dialogues o il Discours Merveil- leux, io non saprei decidermi, perchè ammettendo i primi, il fatto non avrebbe quasi nessun aspetto di probabilità, e ammettendo il secondo, mi sembrerebbe di voler sostener troppo, e di attri- buire troppa malvagità al figlio di Caterina de' Medici.

Per tirare, tuttavia, qualche conclusione dalle accennate considerazioni, oserei dire che l'ammissione dell 'Estienne alla corte sia da attribuirsi specialmente agli intrighi dei protestanti e del re, il quale, colla larva di favore che largiva ad essi e col proteggere il partito avverso all' italianismo, credeva forse di reagire contro la prepotenza della regina madre e degl' Italiani, fautori e consiglieri di lei.

Ma l'Estienne aveva già guadagnato l'animo del re alla sua causa, presentandolo nei Deux Dialogues come un nemico degli italianisti- Ora, l'Estienne espone al re il proposito di scrivere la Précellence, mostrandogli l'onore che ne verrà anche a lui, re di quella nazione la cui lingua sarà ritenuta superiore alla lingua italiana, che primeggiava fra tutte le altre ; non solo, ma gli attribuisce la lode di letterato e di grande ora- tore francese: L'ambizione accarezzata spiega in gran parte il favore accordato dal re al protestante; senonchè, mi sembra inutile ricercare in questo campo difficile le ragioni delle incoerenze di Enrico III: L'autore tenta di dimostrare la superiorità della lingua francese sull' italiana e l'errore addirittura vergognoso, a parer suo, di coloro che avviliscono la lingua madre al punto di usare parole di un'altra, alla loro inferiore.

È vero che egli conosce assai bene l'italiano, e si trova in grado di parlarne con cognizione di causa, ma avvi forse una comune misura per giudicare del valore delle lingue? Egli enumera le principali qualità che rendono bella una lingua: L'Estienne si dichiara nemico della nostra pronuncia che egli giudica pesante; fa un ridicolo rimprovero agl'Italiani per l'uso di sopprimere certe finali, come in udir per udire, gran per grande!

Ed arriva perfino a confondere l'accento tonico colla quantità delle sillabe nel confronto di pàté con patte. Sarebbe a noi facilissimo l' obbiettare partitamente a queste conclusioni ; senonchè 1' Estienne si condanna da sé, laddove parla, nel cuore dell'opera, dei vocaboli che, secondo lui, noi Italiani avremmo tolto dalla lingua francese ; si direbbe che il profondo umanista si sia lasciato guidare solamente da un cieco odio contro l'Italia. Tout ce raisonnement ne tient pas debout: D'abord on pour- rait répondre: Nella Conformité, mettendo il francese in confronto col greco e col latino, egli mostra che la sua lingua aveva tutti i requisiti per essere considerata una lingua savante et Uttéraire.

Nella Précellence, concepisce l'idea di fare del francese una lingua internazionale e chiede, quindi, al re un'approva- doivent pas testa; eux et nous, devops le mot au bas latin l'ayant hérité simultanément. Henri Estienne semble toujours croire que le francais et l'italien viennent du latin de Cicéron ou de Tite-Live direetement; il oublie qu'entre le latin et le francais, il y a le bas-latin mérovingien; de sorte que le francais, c'est du bas-latin prolongé à l'état vivant, et transformé dans sa pro- nonciation.

Rien n'était plus nouveau, le procède commun du moyen age ayant été une continuelle improvisation. Valore della Conformité e della Pré- cellence. Deux Dialogues zione ufficiale, 1 mostrandogli quanto onore ne sarebbe venuto alla Francia e a lui stesso, se avesse seguito l'esempio di Francesco I, a dal quale il francese era stato proclamato lingua dello Stato.

L'Estienne porta ancor più alto l'onore della sua lingua. Egli prova che il francese è soprattutto adatto al linguaggio politico e diplomatico, citando, a conferma della sua opinione, l'imbarazzo nel quale spesso trovansi i grandi diplomatici ita- liani che non sanno maneggiare convenientemente l'idioma francese.

Abbiamo con- statato nella Conformiti soltanto dell' avversione contro T i- talianismo, e, se nell' Apologie pour Hérodote appare l' invet- tiva contro P Italia e gli ammiratori di essa, 2 nel focoso li- bello contro Caterina De' Medici, Le Discours merveilleux, abbiamo una vera esplosione d'odio ; senonchè, di tutta questa ascendente gradazione di risentimento il colmo è raggiunto nei Deux Dialogues , coi quali 1' Estienne si avventa spie- tatamente contro tutto quello che sa d' italianità, sotto la ma- schera dell'amore alla lingua francese, minacciato, secondo lui, dal pericolo di perdere quella purezza ed originalità che sono suoi caratteri particolari.

Vi sono due edizioni antiche, del e Anversa per Guillaume Niergue , edizioni che tuttavia si credono di Gi- nevra, e dell'Estienne stesso; e due moderne, una di Paris Liseux 2 voi.

Lemerre , 2 voi. De plusieurs nouveautez, qui ont accompagné cette nouveauté de langage: Petit Julleville, Histoire de la langue et de la littérature Francaise des Origines à La scena si svolge a Parigi e comincia coli' incontro di due amici sur una via.

Celtophile, il quale, come suona il nome, rappresenta un fedele paladino del puro idioma francese, vuol chiedere un favore Philausone suo amico, partigiano entusiasta dell' ita- - lianismo. I due amici incominciano a conversare, e tosto Phi- lausone fa sfoggio di neologismi come: Una discussione calorosa si accende in proposito, e, non potendo la questione essere decisa, si stabilisce venga rimessa al parere di un comune amico, Philalèthe.

Ma il momento non è opportuno per fare visita all'amico: Philausone parla dei diversi modi di dire, dei costumi, delle mode venute dall'Italia, direttamente e indirettamente, e del grande entusiasmo con cui erano state accolte in Francia. Cel- tophile, che l'Estienne finge sia tornato da un lungo viaggio, si mostra naturalmente curioso di conoscere queste novità.

Qui 1' Estienne dichiara come, qualche volta, si possa italianizzare, completando la teoria del neologismo che aveva abbozzata nella Conformile e che noi studieremo più innanzi. Parlano perfino di errori che non risguardano in nessuna maniera l' influsso italiano: Toccano delle mode venute d'oltralpe masque, jalousie, miroirs, contenances, eventails, chiens.

V Estienne dimenticava la Spagna! Infine, arrivati alle parole dell' arte della guerra, si accorgono che è troppo tardi per far visita all'amico Philalèthe e stabiliscono di ritrovarsi il mattino seguente. II secondo comincia quando i nostri due interlocutori si incontrano per andare da Philalèthe.

L' autore li fa girare ancora qua e là, per dar loro tempo di discutere sull' argo- mento intrapreso. Infatti, esaminate le parole dell' arte della guerra navale, cominciano a parlare dei costumi sontuosi che andavano infiltrandosi in Francia da alcuni anni. Passano in rassegna ancora altre parole di dubbia etimologia, l tra le quali l'autore sa intercalare piacevoli episodi per dar sollievo 1 Ma una difficoltà ci si presenta; come mai 1' Estienne ha po- tuto fare tutte queste osservazioni, mentre abitava a Ginevra quando l'italianismo raggiungeva il suo massimo sviluppo a Parigi?

La questione non è tanto ardua quanto sembra al Clément, il quale, volendo rigorosamente determinare e non so con qual vantaggio il momento scelto dall' Estienne per descrivere le mode e la lingua della corte, si vede costretto a supporre che egli avesse a Ginevra un servizio d' informa- zioni, un complesso di emissari, che lo tenessero al corrente dei fenomeni intellettuali parigini , mettendo per punto di - 4 8- al lettore, come il racconto dell'amore del re Edoardo d'Inghil- terra e per la contessa di Salisbury, il predicozzo contro l'uso dei busti, che impediscono il libero sviluppo del fisico femmi- nile, contro 1' allattamento mercenario della prole ; s' intratten- gono perfino sul lusso delle signore, sul bacio, sul modo di salutare nelle lettere.

Arrivano alla casa di Philalèthe, a cui pongono innanzi due questioni: Per la prima, naturalmente, non si fa neppure que- stione ; subitamente la preferenza è data al francese. Per la seconda si viene a decidere che la lingua francese deve essere immune da ogni influsso italiano. Philausone ha un bello sforzarsi a difendere F italiano, facendo anche notare il favore che la sua lingua preferita go- partenza che 1' Estienne criticasse le mode propriamente dette e l'italianismo letterario.

Celtophile risponde che ne le corti, né i cortigiani sono le autorità che devono decidere di tali que- stioni. La competenza sta solo negli studiosi che conoscono a fondo il latino e il greco; Philausone non trova modo di opporsi a queste ragioni.

Allora si dà quasi per vinto e si mette a enu- merare tutti gli italianismi dei cortigiani ; parla dei loro modi di dire, perfino delle loro formole di cortesia, indegne dell'umana altezza, come: L'iistienne finisce l'opera promcllendo, come abbiamo già detto, promessa delia un libro, ove dimostrerà la superiorità del francese sull'italiano, la Précellence, che noi già conosciamo.

Il valore scientifico e letterario della lotta dell' Estienne contro l' italianismo Carattere d e 1- PEstienne. Conservatore A questo punto, nasce spontaneo il desiderio di doman- dare se l'autore dei Deux Dialogues sia stato animato da quella serenità che pare necessaria a simili polemiche. Non deve quindi sembrar inopportuno lo spendere qualche riga in proposito, prima che s' intraprenda l'esame del vasto materiale.

Giova cominciare dallo studio del carattere dell 'Estienne; diciamo subito che egli è un conservatore dichiarato: Egli vede con dolore e lamenta che il buon 'D. Molto più l'addolora il veder che questo uso non sia li- mitato alla corte, ma penetri anche nelle famiglie: Protestante rigoroso, rac- comanda uno studio diligente della Bibbia.

A questi tratti di carattere dobbiamo aggiungere una estrema suscettibilità ed una cruda irrequietudine che tormentano ovunque e sempre il suo cuore: Se escludiamo il Thesaurus, vero miracolo di ricerche e di Protestante ri- goroso. Alla sua austerità, tuttavia, l' Estienne trova modo di unire un'ardente ambizione, della quale tutte le sue opere sono un' eloquente prova. Egli voleva far parlare di sé, de' suoi ta- lenti, delle sue doti, della prontezza del suo ingegno e della assiduità con cui studiava.

Alla sua vanità dobbiamo pure ri- condurre la vile ritrattazione che egli fece alla corte, rinne- gando il suo Discours e quasi tutta 1' opera sua contro l'ita- lianismo nella Préface de la Précellence.

E questa vanità, accarezzata dal favore di un re, com- promise non lievemente la forza morale del suo carattere, la fede nelle sue opinioni e la lealtà nella lotta intrapresa. L'invasione degli italianismi doveva offendere il suo pa- triottismo, come quella che metteva a repentaglio l'originalità e, soprattutto, la purezza della lingua, al cui onore aveva affidato tutta l'emanazione del sentimento della patria.

Ora, come avrebbe potuto tollerare l' Estienne il favore che la lingua e la letteratura italiana godevano alla Corte? D' altronde, ben sapeva l' Estienne che gli umanisti italiani andavano gloriosi della loro lingua e letteratura, e non man- cavano di mostrare a fatti e a parole la loro superiorità. Come resistere alla tentazione di provarsi in questo arringo? Non era per lui la lingua la principal manifestazione di nazionalità'?

Provata l'infe- riorità della lingua, non era per lui inferiore anche la nazione dove quella lingua si parlava? Ma più che il suo animo conservatore e patriotta dovevano essere irritati i suoi principj religiosi e politici.

S'aggiunga la suscettibilità dell' Estienne, le sofferenze patite a cagione delle sue idee e della società fra la quale le esprimeva, 3 gli avvenimenti, che si succedevano sempre più 1 D. Non era la prima volta che 1' Estienne soffriva il castigo di co- - 5 6- pericolosi per i protestanti ; e se il vedere una corte atea, o, meglio, indifferente ad ogni religione, pronta a cambiarla, anzi, ad ogni momento, secondo che l' interesse meglio consigliava, accendeva di sdegno l'anima sua profondamente cristiana, non- dimeno lo spettacolo dei cattolici favoriti doveva far fremere d'ira e di odio contro di essi l'anima irritabile, ambiziosa del negletto protestante.

E come avrebbe potuto capire l'Estienne nel suo eccita- loro che si lasciano trasportare da una penna appassionata. Il 15 aprile comparve la prima volta davanti al tribunale; il 12 maggio la seconda.

Pel suo contegno disdegnoso, pungente, irriverente verso i giudici, nel difendersi, vien tradotto in carcere dove rimane sei giorni ; ib. Il 30 agosto deve comparire r. Infatti, dalle sue opere noi possiamo ricavare teorie più o meno esatte, ma abbastanza sviluppate e chiare, per quanto concerne la filologia francese di quel tempo.

Uno sguardo alla sua opera ci renderà persuasi di questa asserzione. Mais j'ai l'habitude de dire la vérité à ceux ou celles que j'aime, et je dois te l'avouer, tu me serais plus chère, si tu n'avais pas donne le jour à l'impie Machia- vel.

Pourquoi n'a-t-il pas été brulé avec ses livres, ou du moins, pourquoi ce fléau n' est-il pas reste enfermé dans les limites du lieu, où il avait pris naissance? Pourquoi s' est -il répandu dans les contrées étrangcres? France, 8 ma patrie, tu serais maintenant heureuse ; je serais peut-étre moi-méme heureux, si tu n' avais pas respiré ce poison Valore scienti- fico della lotta.

Il suo merito, soprattutto, consiste nell'aver riprodotto la lingua parlata e nell' averne dato le regole; in questo sta l'originalità della sua opera. Ma non intendo occuparmi di tali questioni ; le volli ac- cennare solamente, perchè, tenendo conto di esse, più presto possiamo arrivare a farci un concetto delle teorie dell'Estienne, in quanto concernono il nostro studio.

L'uso è la legge suprema del nostro umanista. Ecco perchè alza la voce contro i grammatici che non traggono i loro inse- gnamenti dal buon uso. Quum enim pleraque ibi non Gallica sed pseudagallica sint haec dediscant, illa horum loco. I poeti della Plèiade usavano parole come: Cosa questa che qui giova chiarire. Nel XVI secolo, infatti, quasi tutti i filologi sono di questa opinione. Il Tory dice che Io stile e il linguaggio della corte sono ottimi.

È Guglielmo des Autels 5 che per la prima volta mette in dubbio apertamente l'autorità della corte. Caterina de' Medici trovavasi da tempo in Francia colla sua L'autorità sulla lingua e la Corte e il Parlamento.

Allora, dietro 1' esempio di Guglielmo des Autels, V autorità sul linguaggio fu dai buoni scrittori riconosciuta soltanto al parlamento.

Infatti, esso vi ha forse contribuito ; ma più ancora lo si deve alla condizione stessa della lingua, che, seguendo la sua evo- luzione, rendevasi in questo momento indipendente dalla corte per ricevere il benefico patrimonio di parole in parte dalle lingue antiche, in parte dalle moderne e specialmente dall'italiano.

La corte, per lui, ha un parlare affettato e sovente pes- simo, un linguaggio di damigelle o di uomini i quali più che alle lettere si erano consacrati alle armi. Opinione del- M a ancora più fiero è l'Estienne il quale alla corte toglie l'Estienne.

IL e seg. L' Estienne esagera senza dubbio l'influsso del parlamento, ma possiamo condonargli questa opinione, pensando che al parlamento 1' Estienne non riconosce veramente che una specie di sanzione: E per Parigi non intende né la corte, né il parlamento, né il popolo a esclusivamente, presso tutte le quali classi sociali 1' Estienne trova errori, affettazioni e mende.

Per lui la lingua vera è quella che spontaneamente si parla dai più; ma poiché in essa la parola soggiace a molti cambiamenti di suono e di forma, viene necessario l'intervento di coloro che, pur usando la lingua del popolo, sanno darsi ragione delle forme con cui vestono il loro pensiero: Immo vero ne tota quidem Francia ita eam includo, ut reliqua Gallia prorsus escludam sed qui pure loquantur per totam Galliam esse fateor: Teoria del neo- logismo.

Ci vien quindi fatto naturale di domandare se essa si accordi collo spirito di avversione all'italianismo che anima tutte le opere dell' Estienne. A tutta prima, non apparirebbe, perchè la sua lotta era rivolta contro l'uso stesso. Ma sarebbe possibile ammettere tale contraddizione nel nostro autore?

No, perchè l'Estienne prendeva di mira quei pochi corti- giani i quali appunto contro l' uso generale infarinavano la lingua di italianismi; in altri termini, il nostro autore ci fa indirettamente, ma chiaramente sapere che la lingua popolare non era ancora inquinata, anzi serviva di valido contrapposto alla lingua impura della corte: D' altra parte, la teoria del neologismo è nell' Estienne rigorosa, e, noi vedremo, fin troppo.

Nella prefazione della Con- formile V aveva già esposta, col permettere in linea generale i Conf. Nei Deux Dialogues, dovendo parlare più determi- natamente e più completamente, sembra quasi restringere la sua teoria: Io sarei di quest'ultima opinione, e, se diamo quel valore che parmi meritare, a questo allargamento della nuova teoria, verremo una volta ancora a riscontrare nell'Estienne il sostenitore dell'uso, a constatare la profondità e la giustezza delle sue viste ed a provare, insomma, quanto abbiam detto in principio, cioè che le passioni personali, politiche e religiose, hanno nociuto qua e là al valore scientifico della sua lotta, ma non 1' hanno distrutto affatto ; esso appare all' occhio dell' attento e sereno studioso in modo giusto e non contradditorio.

L'Estienne, in generale, non di rado abbandona le regole che promulga, basterebbe osservare la sua lingua per persuadersi. Passaggio del dittongo oi oué ad e.

Alcuni filologi, tuttavia, tra i quali il Thurot, non attribuiscono all' influsso italiano questo passaggio. Con tutto il rispetto che devesi all' illustre filologo, sono costretto a far osservare che la sua opinione non è fondata su basi sicure.

Esaminiamo un po' dav vicino la questione. L' Estienne, attribuendo tale passaggio all' influsso ita- liano, prima di incominciare i Deux Dialogues, stima oppor- 1 Eccoci di fronte al vero oggetto del nostro studio: Influsso sulla pronuncia, sulla grammatica sulla formazione dei vocaboli, sulla fraseologia, sul dizionario. Più innanzi, del resto, 1' opinione dell' Estienne risulta chiarissima: Philausone vorrebbe difendere i cortigiani, rilevando l'autorità del loro buon gusto.

Ma non parmi naturale pensare che poche parole, ten- denti ad assumere il suono e, abbiano acquistato ad un tratto 1 D. Come voler poi contro la te- stimonianza del filologo contemporaneo, che studia di proposito la questione, negare V influsso italiano, proprio in questo de- terminato fenomeno? Non s' era 1' italianismo infiltrato quasi dovunque negli elementi della lingua?

È troppo rigorosa 1' opinione del Thurot: D' altronde, non pochi filologi del XVI secolo ammettono V italianismo. Guillaume des Autels, ' il Pasquier,- attribuiscono il pas- saggio di oi ad e all'influsso della corte italianeggiante.

Un altro fatto sostiene la mia asserzione: Pourquoy ha on laissé le mot regulier et usité de roync pour dire reme? Pourquoy sera ce que quelque Dame voulant bien contrefaire la courtisanne E fu del resto un influsso benefico, che la lingua francese accolse di buon grado; il suono di e è certamente più dolce e armonico di quello di oi.

Il passaggio di o ad ou e di ou ad o. Philausone, rimproverato da Geltophile, si giustifica fondandosi sul buon gusto dei cortigiani. Giova leggere quanto dicono il Dar- mesteter el 1' Hatzfeld Le seizième siècle en France, , p.

Il passaggio di e ad a specialmente davanti a r. J L' Estienne dà molti esempi nella Conformité sarpe Il ritorno della gutturale e, laddove era accaduta la digradazione eh. Si hanno molti esempi, quali: Non pare, invece, che vi siano passati direttamente dalla lingua nostra, e che vi sarebbero passati anche senza V esistenza del fenomeno nel dialetto picardo? Ma poi, in nota, limita la sua re- gola cosi: Riduzione della doppia sibilante francese rappresentata con eh, lad- dove nella parola italiana si abbia la gutturale ce.

L' Estienne vuole colla sua ironia farci notare l'influsso italiano su questa parola. L' Estienne fa dire a Celtophile: Al che Philausone risponde: Plus que tous les autres ce groupe de mots relève de l'itali?

E Celtophile di rimando: Orca puis qu' on dit Affettion pour Affection, aussi dit on Accetter pour Accepter: Il gruppo et si scriveva, per ra- gione di etimologia, in molte parole, ma non si pronunciava in tutte, come p. I Guasconi, secondo la testimonianza del De Soule, non scrivevano neppure il e. Si pronun- ciava batistère e baptistère, settième e septième ; alle volte, si scriveva il p facendolo debolmente intendere come in captain, o tacendolo affatto come in Baptiste. Fu un influsso passeggero, che ebbe una considerevole importanza, se teniamo conto di tutti gli esempi che 1' Estienne ci fornisce.

Riduzione di e s x a ss o a s ; x -f- e a e s aspra 6 Alla fine del XV secolo, la pronuncia di x fra due vocali doveva, secondo le regole del Palsgrave, essere uguale a quella 1 D.

II, e segg. Estienne e da Henri Estienne stesso. Il maschile invece del femminile. Alcuni sostantivi, è noto, non avendo ancora nel XVI se- colo un genere fisso, oscillavano tra il maschile ed il femminile.

Questa incertezza riguardava, specialmente, le parole in- comincianti per vocale od h muta, nelle quali l'articolo, perdendo per elisione la sua vocale, non poteva compiere chiaramente il suo ufficio. Ma noi ci troviamo di fronte a parole come comté, duché, navire ecc. Il Vaugelas ci fa sapere che navire, fem- minile al tempo dell' A'myot L' on voit encore aux enseignes de Paris cette inscription A la navire , a suoi tempi, era pas- sato al maschile: Comté e duchi, se crediamo al Vaugelas, dovevano es- sere usati ora al maschile, ora al femminile: Importante è l'osservazione di M.

Chapelain, che vede in questi cambiamenti di genere l'influsso dell'italiano affare. Infatti il poeta lo adopera quasi sempre al maschile: I, , Précellence pag. Il plurale invece del singolare, L' Estienne rimprovera la nuova frase: La testimonianza dell 'Estienne non è priva di valore: Ma bisogna notare che, quantunque fosse molto in uso questo modo di dire, — e le lettere raccolte dal Ruscelli ne danno i più eloquenti esempi — non va dimenticato l' influsso spagnuolo.

Il Vaugelas nota giustamente che bonne gràce equivale a bella maniera ; bonnes gràces, plurale, a favore. Se crediamo al Littré, gràce significava già favore nel francese antico ; e ne troviamo qualche esempio tino al XVI sec, quando s'infiltra il plurale bonnes gràces.

L'uso oscilla ancora tra il singolare ed il plurale anche nel XVII secolo, finché trionfa la regola fissata dal Vaugelas: Anzi, se pensiamo all' uso limitato di gràce nel senso di favore prima del XVI sec, siamo quasi tentati di credere all'influsso italiano anche sul singolare gràce, o almeno ad un risveglio; infatti noi usiamo grazia tanto al singolare che al plurale in quest'accezione. Il singolare invece del plurale. Tuttavia potrebbe darsi che egli non abbia torto, se riflettiamo che ancor oggi in italiano trovansi delle frasi o modi di dire in cui appare il singolare mano metter mano, dar mano, porre mano, dar la mano, t,ener mano, cadere in mano, essere in mano, ecc.

S'erano poi sviluppate le forme savantes: Grandissime, termine famigliare, fu certamente aiutato da grandisme che esisteva già nel XIII secolo. Ebbe successo nel XV secolo: Bonisslme non trovasi più.

Bellissime è poco usato e solo nella lingua familiare: Si sa che nel vecchio francese celuy et cet si costruivano come aggettivi e come pronomi: Gorneille lo dimostra in nota. Il Brunot giustamente se ne lagna e dà un esempio ancora della prima metà del se- colo XVI, di Calvino: La 3 ' persona singolare invece della 2' plurale.

Nel XVI secolo si avevano frasi di questo genere: I, 3 D. Puis qu' elle s' allegre tant de m'avoir rencontré. L' affettazione ridicola non potè durare. Si svilupparono frasi come questa: La langue de Montaigne, Paris, , pag. Huguet, Etude sur la Syntaxe de Rabelais, Paris, , pag. Questa costruzione è usata ancora nelle frasi dove il soggetto non sia un nome di persona, e dove al verbo non segua un complemento indiretto indicante il soggetto dell'azione.

La desinenza dei participi passati in i mutata in Il Clément non ammette nessun influsso italiano, perchè in Italia, dice egli, se vi ha temuto, v' ha pure sentito. Giova tener presente che l'influenza italiana sulla lingua francese non viene solo dall' italiano puro, ma anche dai dia- letti, e 1' Estienne lo dice varie volte: Uso di in sostituito ad en: Notisi pour invece di par: Fu un influsso passeggero.

Le maniere di dire avverbiali composte di un aggettivo o di un sostantivo e della preposizione à coll'articolo determina- tivo, come: I, e segg. Sono messe dall'Estienne sulla bocca degli italianisti per dare alle loro frasi un colorito più italiano le forme: Il Ronsard, che ammise non poche inversioni, 5 fu costretto ad avvertire che tale uso era contrario all'indole della lingua francese.

Tuttavia, sfogliando i Due Dialoghi, non di rado s'in- contrano inversioni: L'Estienne le mette sulla bocca di Philausone per render più palese l'imitazione italiana, e, come se l' inver- sione non bastasse a tradire la sua intenzione, crede opportuno sfoggiare un piccante italianismo, noye. Formazione di parole con suffissi italiani: A proposito del suffisso - ade, V Estienne ci fa sapere obe incontravano molto favore parole come: Il suffisso - aille fece sorgere parole femminili come marmatile 3 coll'idea di disprezzo ond'è colorito anche l' italiano - aglia.

Col suffisso prettamente italiano - esque abbiamo molti esempi: I, — 86 — IL Ritorno della terminazione eau ad el. L'influsso italiano su questo ritorno è attestato non solo dall' Estienne, ma anche da filologi moderni. Il Thurot dice in proposito che nel XVI secolo la pronuncia di eau per el era ancora fluttuante;! Riduzione del gruppo pi in pi, sci in schi.

L' Estienne cita pochi esempi come: Accanto ad esclave s'era sviluppata la forma schiave B , riduzione che non ebbe successo. Ma s' imitava l'Italia o la Spagna? Vennero di moda le maniere: Voi I, , , pag. Degne di osservazione sono anche le seguenti maniere: L' ordine tenuto dall' Estienne certo non m'offriva un mo- dello.

Neppur percorrendo le diverse liste d' italianismi presen- tate da chi finora se n'è occupato, riuscii a scorgere un prin- cipium divisionis corrispondente in qualche maniera ai miei intendimenti. Riunire questi criteri senza nuocere alla condotta del la- voro era impossibile. M' attenni allora al primo, stimando più opportuno di ri- correre al secondo nella conclusione. Né volli aggiungere ai neologismi le notizie raccolte intorno alla sorte lor toccata nella nuova lingua: Ecco come divisi l' intricato materiale per tener conto di tutti i punti di vista più importanti sotto i quali lo si poteva considerare: Parole nuove al francese.

Parole passate dall'italiano in francese con qualche modificazione nella forma: Parole formatesi sotto l'influsso italiano, ma il cui tema esisteva in francese: Parole italiane che si posero accanto alle sinonimo francesi: Parole derivate da italianismi: B Parole già esistenti in francese.

Parole francesi che subirono modificazioni nel significato: Parole italiane che si sovrapposero alle francesi: Estienne et son oeuvre. Marty-Laveaux Langue de la Plèiade. II, , accettazione per acceptation. E una parola ricordata solo dall' Estienne.

Influssi sulla pronuncia, pag. II, , accettare invece di accepter. I, , accolto si disse invece di accori notisi galle per garbe. A proposito di accolt leggo nel Clém. Anche il Ristelhuber nota: Secondo l' Estienne, questo verbo era molto in voga presso i cortigiani. Egli lo considera come un pretto italianismo, ma a torto, poiché il verbo esisteva già nel vecchio francese. Infatti, - 97 — il Godefroy ci dà accommoder nel senso di arranger: Si tratta quindi d'un nuovo significato che la parola assunse sotto l'influsso italiano: XVI con altri del Racine, del Pascal ecc.

Il Molière usa accommoder nel senso di acheter, acquérir, accepter avec facilità che ricordereb- bero le frasi modellate sull'italiano: I, 6g, acconcio, da cui gli italianisti ricavarono frasi varie e strane: Esisteva già in francese la parola conche, ma questo è assai probabilmente un vecchio italianismo.

Anche il Marty-La- veaux lo considera un italianismo e lo nota, pag. Non si trovano più tracce di queste voci. È un italianismo notato solamente dall' Estienne.

Appare nel XVI secolo, incontra fa- vore e dà subito il rampollo accortement. Estienne nota come s'ingannino coloro che scambiano accort con exeort, il quale viene da scorto coll'aggiunta dellV pro- teico davanti a s implicato. Ricordisi l'autorità che il nostro umanista attribuiva all'uso, come vedemmo più sopra. Chroniqueur libéral a7'ts epitome academy academician alchymy alchymist anatomy anatomist apothecary pharmacy architecture architect arithmetic arithmetician astrology astrologer asironomy astronomer àlgehra algehraist annalist surveyor surveyiiig an author libéral arts arti liberâli, f.

Humanités, belles ; lettres Interpolateur, m. Rhéteur Rhétorique Roman Romancier Savans, m. Parties d'oraison Nom, m. Verbe actif, passif, verb active, passive, verbo, attivo,passivo. Mot indéclinable Mot composé, m.

Tiret - Parenthèse, f. L'arithmétique Un arithméticien Un nombre Un tout L'algèbre Un chiffre Un zéro Une fraction Dénominateur Nombre Dixaine Centaine Mille Numération Numérateur Addition Soustraction Multiplication Nombre à multiplier Multiplicateur Division Nombre à diviser Diviseur Le quotient Réduction Règle de trois aritlimetïc an arithmetician a numher an inieger or whole algehra a cypher figure a nought a fraction denominator units tens hundreds thousands numération numerator addition subtraction multiplication multiplicand multiplicator division dividend divisor quotient réduction rule ofthree aritmética, f.

Vingt-mille Trente-mille Quarante-mille 71 Lxxi. Livre de musique La gamme Les notes Une ronde Une blanche Une noire Une croche Double-croche Triple-croche Les silences Une pause Une demi-pause Quatre soupirs 8 demi-soupirs 16 quarts de soupirs 32 demi-quarts de Une octave [soupirs Un demi-ton Un dièse Un bémol Un bécarre Une cadence Une liaison Un fredon La reprise Un intervalle Les proportions Une clef Clef d'ut ou soprano Clef de sol Clefde fa ou de basse La basse chiffrée Ton majeur Ton mineur - Une mesure Le temps music-hook gamut, scale the notes a semihreve a minim a crotchet a quaver semiquaver demisemiquaver the rests 1 semihreve rest 2 minim rests 4 crotchet rests 8 quaver rests 16 seyniquaver rests 32 semiquaver rests an octave a semitone a sharp a fiât a natural a cadence, shake a hind slur trilling, a shake a repeat an interval the proportions a cliff or key soprano cliff the trehle cliff the hass cliff the thorough bass major key minor key a bar time DELLA MUSTCA.

Les instruments Basse de viole, f. Une opale, un girasol an opal stone Une eirasol a s: La gomme L'ambre, m. AmbregrJs L'ammoniac Basilicon Benjoin, m. Mastic gum amber ambergris ammoniac basilicon benjamin bitumen camphirc galbanum guaiacmn manna mastick la gomma r ambra, f. Un camarade Un divertissement Une plaisanterie Un plaisant Un badin Un persifleur Une réjouissance Une bouffonnerie Le rire Des balivernes Un jouet Un enjouement Plaisir, passetems Une récréation Une drôlerie Un jeu Jeu de hazard playfellow diversion jolie a joker a wag a jeerer jollity, merriment drollery laaghter silly stories a laughing -stock mirth pastime, sport récréation waggery a game chance play compagno, camerâta, un divertimento [m.

Carreau diamonds quadri o mattôni,m. Pique spades picche, f. Trèfle clubs fiori, m. Droit de faireles car - deal il far le carte La main [les the lead la mano Dernier en cartes youngest hand d' ûltima mano L'ami partner il compagno Une levée a trick una base, o bazza Une renonce noue of thaï suit un fâgiio La bassette basset la bassétta Le pharaon faro il faraone Le lansquenet lansquenet giuoco délia zara La bête loo giuoco délia bestia Le flux fiush il frussi gofFo Une prime primera bambâra o primiéra Une séquence séquence i séguito di carte del me- i désimo semé L'iiombre ombre giuoco deir ombre Un matador matadore mattadore, m.

Un baste basto basto, m. Le quadrille quadrille il quadriglio L' enjeu the stakes posta, f. Les pois peas i pisélli Les pois chiches chick peas i ceci La cosse des pois peasc. S âjo Un monceau [etc. La sève the sap il sûcehio Une branche a brandi un ramo Une menue brauch 3 a spray, sprig un ramicéllo Un rameau a bovgh frasca, f. Un abricotier Un amandier Un arbousier Un brugnonier Un avelinier Un coudrier Un cannellier Un cerisier Un citronnier Un cocotier Un châtaignier Un carojibier Un coigtiassier Un cormier Un cornouiller an apricot-tree an almond-tree an arhute-tree a nectainne-tree afilhert-tree a hazel-tree a cinnnmon-tree a cherry -tree a lemon, citron-tree a cocoa-tree a chesnut-tree a caroh-tree a quince-tree tt sorb-apple-tree a cornel-tree o 2 un albicocco un mândorlo un corbézzolo un noce pesco un aveilâno un nocciuôlo âlbero délia cannéila ciriégio o ciiiégio un liraône âlbero del cocco un castâgno carrùbbio, guainéUa un cotogno un sorbo un corniole lôO DES FRUITS.

Poire de bon chrétien — de beurré — blanquette — caillot — -rosa — mouille bouche — amadote — d'ambrette, etc. Et en Italien, pera bngiârda — angélica — bergamotta — 'Carovélla — moscadélla — spina, etc.

July-floxver fior garôfano, viola ga- Giroflée double stock -gi lly -fiower vioîa dôppia [rotanâta Giroflée jaune îuall-fiower viol-a gialla Une hyacinthe a hyacinth un giacinto Du. Plante médicinale De l'aconit De l'aigremoine De l'aloès De l'anibrosie De l'angélique De l'aspic De l'agnus castus De ia bardane De la bétoine médical plant wolf's hane ayrimony atoes ambrosia angelica spikenard agnus castus burdock hetony erba médicinale r aconito, m. Graine d'anis Ananas, m.

La tète d'ail Gousse d'ail Armoise, f. Branche ursine Betterave, f. Brioine, couleuvrée Bardane, f. Champignon blanc Chou cabu, m. Pomme de chou Chicorée Choufleur, m.

Jérusalem artichokes tarfûfi bianchi o di aspârago, m. Giovanni argentiua, serpentina snake-root, hirthwovt anstologia, f. Dent de chien Dent de lion, m. Graine de paradis Gui, m. Grand persil Gesse, cicerole, f. Graine de lin Hysope, f. Houblon, m, Houx-fiêlon Herbage, m. Herbe au lait, f. Pietro la ginéstra speronélla robbia cardamône vischio frutice ' appio palustre una cicérchia ghiaggiuôlo, giaggiuolo sementa di lino r isopo, e issôpo erba elitrppia epâtica, fegatélla l'ébbio lùppolo, m.

Laitue romaine Laitue pommée Légumes, pi. Lentille sauvage Langue de chien Lierre, f. Langue de serpent Lupin, m. Melon d'eau Mouron, m. Menthe sauvage Menthe aiguë Mandragore, f. Nombril de Vénus Orvale, f. Iiearfs ease [per jacéa, e giacéa, f. Pouliot sauvage Pois chicbes, m. Pcds bâtifs Pois sauvages Pulmonaire, f. Pommes de terre, f. Reine des près, f. Une bête Une brute Un anima! Les Poètes avec leurs licences poétiques ont tellement confondu les termes qu'à peine on peut reconnoître la propriété des mots.

Le miaulement Sabbat des chats lie mngissement Le rugissement Le hurlement il miagulâre del gatto Le grognement Le hennissement mewing of cats caterwauling un miagolio di gatti hellowing of an ox il raugito d' un toro roaring of a lion i!

Oiseau de proie Oiseau de rivière Oiseau de passage Un aigle Un aiglon Une aigrette Une alouette Un cochevis Une mauviette Une farlouse Alouette de champ Un autour Un autruche Une bécasse Une bécassine Une bergeronnette Un biset Une buse Un butor Un bouvreil Une caille Un cailleteau Canard sauvage Chat-huant, hibou Une chouette ornithology hircl ofprey water-fotvl migratory hird an eagle a young eagle an egret a îark a crested Iark a sliy-lark a tit-lark ' a pippet a goss-hawh an ostrich a woodcock a snipe a wagtail a stock-dove a huszard a bittern a bidl-finch a quail a young quail wild duck, mallard an owl, horn-coot a screech-owl Chauve-souris, f.

Oiseau domestique a tame hird De la volaille povltry Un canard a drake ucrélio doméstico pollâmc, jiolii, m. Une cane Un caneton Un chapon Une colombe Un coq Un vieux coq Coq d'Inde Un dindon Poule d'Inde Un dindonneau Un pigeon Pigeon ramier Un pigeonneau Un paon Une panache Une poularde Une poule Une pintade Un pouiet Un poussin Une couveuse Une oie Un oison Le bec La pépie La crête La huppe Les ailes L'aîleron Les pattes Les serres ânitra fémmina anitrâccio, anitrocco un cappône una Colomba un gallo un gallastrone lin polio d' India gallinâccio, tacchiuo una tacchina tacchino giôvine un picciône colombâccio, colom- un piccioncino [bélla un paorie una paonéssa una pollâstra unagalliua gallina di Faraone galletto, pollâstro un pulciûo una chiôccia [ling un' oca, f.

Il Baretti nel suo Dizionario 1' appella perlano, ma avrebbe fatto raeglio a chiaraarlo sorta di peice, corne al suo soiito in tutti quasi gli altri articoli disimil sorta. Mule, Sarpe, Sal- moni, e Coracini. Une monarchie Une république Une province Une principauté Une baronie Un duché Un comté Un marquisat Un électorat Une seigneurie Un territoire Un pays Une nation La patrie Une viiie Une montagne Le continent Une rivière a monarchy a repuhlic a province, county a principality a harony a duchy, dukedom a county, earldom a.

Adriatique Africain Albanois Albanes, pi. Andalousien Apuliens, pL Anglois , Anthropophages, pi. Autrichien Babylonien JBactriens, pi. Adriàtico Africâno Albanése Albâni, pi. Americâno Ammonj Andalusiano Apulj, pi.

Arméno Asiâtico Assiro Ateniése Atlântidi, pi. Austriaco Babilonése Eattriâno, pi. Abdailo Abdalla Abdâlia, m. Alicia Adraéto noms propres qui ne changent dans les trois langues. Agoracrite Agricola Agrippa Agrippine, f.

Alcinous Alciphron Alcippe Alcmètie, f. Afro Africâno Agâclito Agaméde, m. Alcinoo Alcifrone Alcippe Alchména, f. Anien Annibal Annins Anténor Antigone, f. Antinoiis Antiocbus, Antioclie Antiope, f. Arethusa Aretùsa Ar gènes Argène Argie, f. Artabase Artaxerxes Artémidore Artemise, f. Asmodée Assaracus Assuérus Astolphe Astrée, f. Athamas Athanase Athénée Atlantides, f. Bélisaire Les Bassarides Bellérophon Bélides, f. Caseoeuve Casimir Cassan Cassandre, m. Constantin Copernic Corinne, f.

Curion Curtius Cyaxares Cybèle, f. Danaides le Daiiâidi, pi. Dejanira Dejanira Déidamie, f. Deidamia Deidamia Déjopée, f. Diana Diana Didon, f. Egyptus Eléazar Electre, f. Elie Elien Elpinice, f. Erèbe Erichton Eridan Erinnis, f. Esaias Esau Eschyle Esculape Ester, f.

Egitto Eiiézer Eléttra, f. Elfrida, f, Elia Eliâno Elpinice, f. En ce qui concerne les traductions — au risque d'être critiqué! Je remercie Michel Mathieu pour la réalisation et conception du site. Et ce jour, il prit à ma mère Avec son unique robe.

Et ma maison c'est Piazza Grande. En compagnie des chats qui comme moi. Je suis à Aix-en-Provence avec ma mère, qui doit faire un stage de.

Per formulare una domanda su una persona si usa Qui c'est? BelliniI Puritani 'Qui la voce Vien diletto'. Toi, mon cher saint Michel courez derrière les chats. Ecco qui il più selvaggio degli innovatori, il più intransigente degli incompresi. Être là en tant que le là est là, monstrueusement là, c'est être le là lui-même, inciser ou.. Obsession d'un texte mélancolique fantasmant l'objet perdu.

Rissa sfiorata in assise tra l'ex sindaco Bertini e il consigliere Alfiero standard. Si è sfiorata la rissa nel consiglio comunale monotematico per. Casanova — sans voir la marquise qui accorde son instru- ment et ainsi qu'un chat-huant. Casanova — Pour la mère de cupidon. Gianni "Blob" Roma Segui Palù su: C'est la mère Michel qui a perdu son chat Qui crie par la fenêtre à qui le lui rendra.

C'est au pied des buildings new-yorkais que Pasolini imagine son. Già di per sé interessante, la questione tuttavia non finisce qui. Al- più esigue, ad oriente del monastero di S. Michele, lungo le mura cit- tadine C'est ainsi qu'en mai il renoue connaissance avec Giuseppe La liberté perdue et recherchée. Le contrôleur teste son équipement, se prépare au départ.

Hê bien, j'ai perdu ma femme. Ma ho Hématome cérébral. Michelle Strigo, responsable des prêts. Les chats noirs, casser un miroir, souffler sur une allumette. Gaignebet qui a rapproché la sortie grotesque de Panurge avec son chat d'une. Louis Poinssot qui m'a initié à Tunis en , à un moment où les circons Mais, au-delà des textes qui appuient cette ambition, c'est évidemment l'homme qui transparaît.

Parcourue d'un feu intérieur, son ouvre pianistique et orchestrale, d'une étonnante Nota generica, Nella copertina: Nella sua analisi, Michel Deguy riconosce che la dro C'est le Diable qui tient les fils qui nous remuent! Cosquin, Le conte du chat et de la chan- Cfr. C'est elle qui constitue l'élément dynamique..

Reine des près, f. Une bête Une brute Un anima! Les Poètes avec leurs licences poétiques ont tellement confondu les termes qu'à peine on peut reconnoître la propriété des mots. Le miaulement Sabbat des chats lie mngissement Le rugissement Le hurlement il miagulâre del gatto Le grognement Le hennissement mewing of cats caterwauling un miagolio di gatti hellowing of an ox il raugito d' un toro roaring of a lion i!

Oiseau de proie Oiseau de rivière Oiseau de passage Un aigle Un aiglon Une aigrette Une alouette Un cochevis Une mauviette Une farlouse Alouette de champ Un autour Un autruche Une bécasse Une bécassine Une bergeronnette Un biset Une buse Un butor Un bouvreil Une caille Un cailleteau Canard sauvage Chat-huant, hibou Une chouette ornithology hircl ofprey water-fotvl migratory hird an eagle a young eagle an egret a îark a crested Iark a sliy-lark a tit-lark ' a pippet a goss-hawh an ostrich a woodcock a snipe a wagtail a stock-dove a huszard a bittern a bidl-finch a quail a young quail wild duck, mallard an owl, horn-coot a screech-owl Chauve-souris, f.

Oiseau domestique a tame hird De la volaille povltry Un canard a drake ucrélio doméstico pollâmc, jiolii, m. Une cane Un caneton Un chapon Une colombe Un coq Un vieux coq Coq d'Inde Un dindon Poule d'Inde Un dindonneau Un pigeon Pigeon ramier Un pigeonneau Un paon Une panache Une poularde Une poule Une pintade Un pouiet Un poussin Une couveuse Une oie Un oison Le bec La pépie La crête La huppe Les ailes L'aîleron Les pattes Les serres ânitra fémmina anitrâccio, anitrocco un cappône una Colomba un gallo un gallastrone lin polio d' India gallinâccio, tacchiuo una tacchina tacchino giôvine un picciône colombâccio, colom- un piccioncino [bélla un paorie una paonéssa una pollâstra unagalliua gallina di Faraone galletto, pollâstro un pulciûo una chiôccia [ling un' oca, f.

Il Baretti nel suo Dizionario 1' appella perlano, ma avrebbe fatto raeglio a chiaraarlo sorta di peice, corne al suo soiito in tutti quasi gli altri articoli disimil sorta.

Mule, Sarpe, Sal- moni, e Coracini. Une monarchie Une république Une province Une principauté Une baronie Un duché Un comté Un marquisat Un électorat Une seigneurie Un territoire Un pays Une nation La patrie Une viiie Une montagne Le continent Une rivière a monarchy a repuhlic a province, county a principality a harony a duchy, dukedom a county, earldom a.

Adriatique Africain Albanois Albanes, pi. Andalousien Apuliens, pL Anglois , Anthropophages, pi. Autrichien Babylonien JBactriens, pi. Adriàtico Africâno Albanése Albâni, pi. Americâno Ammonj Andalusiano Apulj, pi. Arméno Asiâtico Assiro Ateniése Atlântidi, pi. Austriaco Babilonése Eattriâno, pi.

Abdailo Abdalla Abdâlia, m. Alicia Adraéto noms propres qui ne changent dans les trois langues. Agoracrite Agricola Agrippa Agrippine, f. Alcinous Alciphron Alcippe Alcmètie, f. Afro Africâno Agâclito Agaméde, m. Alcinoo Alcifrone Alcippe Alchména, f. Anien Annibal Annins Anténor Antigone, f. Antinoiis Antiocbus, Antioclie Antiope, f. Arethusa Aretùsa Ar gènes Argène Argie, f. Artabase Artaxerxes Artémidore Artemise, f. Asmodée Assaracus Assuérus Astolphe Astrée, f. Athamas Athanase Athénée Atlantides, f.

Bélisaire Les Bassarides Bellérophon Bélides, f. Caseoeuve Casimir Cassan Cassandre, m. Constantin Copernic Corinne, f.

Curion Curtius Cyaxares Cybèle, f. Danaides le Daiiâidi, pi. Dejanira Dejanira Déidamie, f. Deidamia Deidamia Déjopée, f. Diana Diana Didon, f. Egyptus Eléazar Electre, f. Elie Elien Elpinice, f. Erèbe Erichton Eridan Erinnis, f. Esaias Esau Eschyle Esculape Ester, f. Egitto Eiiézer Eléttra, f. Elfrida, f, Elia Eliâno Elpinice, f. Érebo Eriltoaio Eridano Erinni, f. Euclide Eudoxe Eve, f. Euripide Eiiryale Eurydice, f. Florus Fulvius Gabienus Gabinius Galathée, f. Hazael Hécate Hector Hécube, f.

Euménidi o Furie, f. Euméo Eufrosina Eurinome, f. Floro Fûlvio Gabiéno Gabiuio Galatéa, f. Éttore Ecuba Élena, f. NoMs Propres d'hommes et de femmes. Hespérides le Espéridi, f. Iphigenia Ifigenia Iphis, f. Jesuits i Gesuiti, pi.

Laodamia Laodamia Laodlce, f. Licinius Linné Livius Livie, f. Macrobe Mahomet Maïa, f. Melchisedech Méléagre Melpomène, f. Myrtille Nabnchodonosor Naïades, f. Narcisse Néarque Némée, f. Melchisedec Meleâgro Melpomène, f.

Pan Pandare Pandore, f. Périaudre Périclès Péril lé Péripatéticiens, pi. Phidias Philémon Philoctète Philomèle, f. Sardanapaîe Sarpedon Saturne Saturnin Satyres, pi.

Silène Siméon Simonides Sinon Sirènes, f. Balbin Baptiste Barbe, f. Anséimo Antonio Antoniélîa, f. Basile Bastien Bathilde, f.

Bertrand Biaise Blanche, f. Boëtins Bonaventure Boni face Brigitte, f. Catain, Catan,Ca- tin, Catherine, f. Célestia Celse Charle ou Chariot Charlotte, f. Christophe Chrysogone Chrysostome Claire, Clairon, f.

Claude Claudie, Claudine, f. Christian Ciistiâno Christina Cristina, f. Cletus Cleto Clothilda Clotilda, f. Edouard Eléoiiore Elisabetli, f. Emanuel Erasme Ernest Etienne Eufrasie, f. Jane, Jenny Giovânna, f. LéopoJd Li boire Lin Lisette, f. Lîvio Carlotta Luigi, Ludovico Luigia, f. Luca Lu ci a, f. Philibert Philippe Philippine, f. Rustique Samuel Sabin Sara, f. Petronio Petronilla Filiberto Filippo Filippinaf. Pio Pietro e Piéro Placido. Policarpo Pompéo Prisco Prospero Prudénza, f. Rûstico Samuéie Sabino Sara, f.

Silve Silvesfre Silvie, f. Simon Simplice Sixte Sophie, f. Stanislas Susanne, Susette, f. Téobald, Thibaud Thérèse, f. Victorin Vincent Violante, f. Virginie Vital Vivien Urbain Ursine, f. Xavier Yves Zachée Zacharie Zénobie, f. Per lui la lingua vera è quella che spontaneamente si parla dai più; ma poiché in essa la parola soggiace a molti cambiamenti di suono e di forma, viene necessario l'intervento di coloro che, pur usando la lingua del popolo, sanno darsi ragione delle forme con cui vestono il loro pensiero: Immo vero ne tota quidem Francia ita eam includo, ut reliqua Gallia prorsus escludam sed qui pure loquantur per totam Galliam esse fateor: Teoria del neo- logismo.

Ci vien quindi fatto naturale di domandare se essa si accordi collo spirito di avversione all'italianismo che anima tutte le opere dell' Estienne. A tutta prima, non apparirebbe, perchè la sua lotta era rivolta contro l'uso stesso. Ma sarebbe possibile ammettere tale contraddizione nel nostro autore? No, perchè l'Estienne prendeva di mira quei pochi corti- giani i quali appunto contro l' uso generale infarinavano la lingua di italianismi; in altri termini, il nostro autore ci fa indirettamente, ma chiaramente sapere che la lingua popolare non era ancora inquinata, anzi serviva di valido contrapposto alla lingua impura della corte: D' altra parte, la teoria del neologismo è nell' Estienne rigorosa, e, noi vedremo, fin troppo.

Nella prefazione della Con- formile V aveva già esposta, col permettere in linea generale i Conf. Nei Deux Dialogues, dovendo parlare più determi- natamente e più completamente, sembra quasi restringere la sua teoria: Io sarei di quest'ultima opinione, e, se diamo quel valore che parmi meritare, a questo allargamento della nuova teoria, verremo una volta ancora a riscontrare nell'Estienne il sostenitore dell'uso, a constatare la profondità e la giustezza delle sue viste ed a provare, insomma, quanto abbiam detto in principio, cioè che le passioni personali, politiche e religiose, hanno nociuto qua e là al valore scientifico della sua lotta, ma non 1' hanno distrutto affatto ; esso appare all' occhio dell' attento e sereno studioso in modo giusto e non contradditorio.

L'Estienne, in generale, non di rado abbandona le regole che promulga, basterebbe osservare la sua lingua per persuadersi. Passaggio del dittongo oi oué ad e. Alcuni filologi, tuttavia, tra i quali il Thurot, non attribuiscono all' influsso italiano questo passaggio.

Con tutto il rispetto che devesi all' illustre filologo, sono costretto a far osservare che la sua opinione non è fondata su basi sicure. Esaminiamo un po' dav vicino la questione. L' Estienne, attribuendo tale passaggio all' influsso ita- liano, prima di incominciare i Deux Dialogues, stima oppor- 1 Eccoci di fronte al vero oggetto del nostro studio: Influsso sulla pronuncia, sulla grammatica sulla formazione dei vocaboli, sulla fraseologia, sul dizionario.

Più innanzi, del resto, 1' opinione dell' Estienne risulta chiarissima: Philausone vorrebbe difendere i cortigiani, rilevando l'autorità del loro buon gusto. Ma non parmi naturale pensare che poche parole, ten- denti ad assumere il suono e, abbiano acquistato ad un tratto 1 D. Come voler poi contro la te- stimonianza del filologo contemporaneo, che studia di proposito la questione, negare V influsso italiano, proprio in questo de- terminato fenomeno? Non s' era 1' italianismo infiltrato quasi dovunque negli elementi della lingua?

È troppo rigorosa 1' opinione del Thurot: D' altronde, non pochi filologi del XVI secolo ammettono V italianismo. Guillaume des Autels, ' il Pasquier,- attribuiscono il pas- saggio di oi ad e all'influsso della corte italianeggiante.

Un altro fatto sostiene la mia asserzione: Pourquoy ha on laissé le mot regulier et usité de roync pour dire reme? Pourquoy sera ce que quelque Dame voulant bien contrefaire la courtisanne E fu del resto un influsso benefico, che la lingua francese accolse di buon grado; il suono di e è certamente più dolce e armonico di quello di oi.

Il passaggio di o ad ou e di ou ad o. Philausone, rimproverato da Geltophile, si giustifica fondandosi sul buon gusto dei cortigiani.

Giova leggere quanto dicono il Dar- mesteter el 1' Hatzfeld Le seizième siècle en France, , p. Il passaggio di e ad a specialmente davanti a r. J L' Estienne dà molti esempi nella Conformité sarpe Il ritorno della gutturale e, laddove era accaduta la digradazione eh.

Si hanno molti esempi, quali: Non pare, invece, che vi siano passati direttamente dalla lingua nostra, e che vi sarebbero passati anche senza V esistenza del fenomeno nel dialetto picardo? Ma poi, in nota, limita la sua re- gola cosi: Riduzione della doppia sibilante francese rappresentata con eh, lad- dove nella parola italiana si abbia la gutturale ce. L' Estienne vuole colla sua ironia farci notare l'influsso italiano su questa parola.

L' Estienne fa dire a Celtophile: Al che Philausone risponde: Plus que tous les autres ce groupe de mots relève de l'itali? E Celtophile di rimando: Orca puis qu' on dit Affettion pour Affection, aussi dit on Accetter pour Accepter: Il gruppo et si scriveva, per ra- gione di etimologia, in molte parole, ma non si pronunciava in tutte, come p. I Guasconi, secondo la testimonianza del De Soule, non scrivevano neppure il e. Si pronun- ciava batistère e baptistère, settième e septième ; alle volte, si scriveva il p facendolo debolmente intendere come in captain, o tacendolo affatto come in Baptiste.

Fu un influsso passeggero, che ebbe una considerevole importanza, se teniamo conto di tutti gli esempi che 1' Estienne ci fornisce. Riduzione di e s x a ss o a s ; x -f- e a e s aspra 6 Alla fine del XV secolo, la pronuncia di x fra due vocali doveva, secondo le regole del Palsgrave, essere uguale a quella 1 D. II, e segg. Estienne e da Henri Estienne stesso. Il maschile invece del femminile. Alcuni sostantivi, è noto, non avendo ancora nel XVI se- colo un genere fisso, oscillavano tra il maschile ed il femminile.

Questa incertezza riguardava, specialmente, le parole in- comincianti per vocale od h muta, nelle quali l'articolo, perdendo per elisione la sua vocale, non poteva compiere chiaramente il suo ufficio. Ma noi ci troviamo di fronte a parole come comté, duché, navire ecc. Il Vaugelas ci fa sapere che navire, fem- minile al tempo dell' A'myot L' on voit encore aux enseignes de Paris cette inscription A la navire , a suoi tempi, era pas- sato al maschile: Comté e duchi, se crediamo al Vaugelas, dovevano es- sere usati ora al maschile, ora al femminile: Importante è l'osservazione di M.

Chapelain, che vede in questi cambiamenti di genere l'influsso dell'italiano affare. Infatti il poeta lo adopera quasi sempre al maschile: I, , Précellence pag. Il plurale invece del singolare, L' Estienne rimprovera la nuova frase: La testimonianza dell 'Estienne non è priva di valore: Ma bisogna notare che, quantunque fosse molto in uso questo modo di dire, — e le lettere raccolte dal Ruscelli ne danno i più eloquenti esempi — non va dimenticato l' influsso spagnuolo.

Il Vaugelas nota giustamente che bonne gràce equivale a bella maniera ; bonnes gràces, plurale, a favore. Se crediamo al Littré, gràce significava già favore nel francese antico ; e ne troviamo qualche esempio tino al XVI sec, quando s'infiltra il plurale bonnes gràces.

L'uso oscilla ancora tra il singolare ed il plurale anche nel XVII secolo, finché trionfa la regola fissata dal Vaugelas: Anzi, se pensiamo all' uso limitato di gràce nel senso di favore prima del XVI sec, siamo quasi tentati di credere all'influsso italiano anche sul singolare gràce, o almeno ad un risveglio; infatti noi usiamo grazia tanto al singolare che al plurale in quest'accezione.

Il singolare invece del plurale. Tuttavia potrebbe darsi che egli non abbia torto, se riflettiamo che ancor oggi in italiano trovansi delle frasi o modi di dire in cui appare il singolare mano metter mano, dar mano, porre mano, dar la mano, t,ener mano, cadere in mano, essere in mano, ecc.

S'erano poi sviluppate le forme savantes: Grandissime, termine famigliare, fu certamente aiutato da grandisme che esisteva già nel XIII secolo. Ebbe successo nel XV secolo: Bonisslme non trovasi più. Bellissime è poco usato e solo nella lingua familiare: Si sa che nel vecchio francese celuy et cet si costruivano come aggettivi e come pronomi: Gorneille lo dimostra in nota.

Il Brunot giustamente se ne lagna e dà un esempio ancora della prima metà del se- colo XVI, di Calvino: La 3 ' persona singolare invece della 2' plurale. Nel XVI secolo si avevano frasi di questo genere: I, 3 D. Puis qu' elle s' allegre tant de m'avoir rencontré. L' affettazione ridicola non potè durare. Si svilupparono frasi come questa: La langue de Montaigne, Paris, , pag.

Huguet, Etude sur la Syntaxe de Rabelais, Paris, , pag. Questa costruzione è usata ancora nelle frasi dove il soggetto non sia un nome di persona, e dove al verbo non segua un complemento indiretto indicante il soggetto dell'azione. La desinenza dei participi passati in i mutata in Il Clément non ammette nessun influsso italiano, perchè in Italia, dice egli, se vi ha temuto, v' ha pure sentito.

Giova tener presente che l'influenza italiana sulla lingua francese non viene solo dall' italiano puro, ma anche dai dia- letti, e 1' Estienne lo dice varie volte: Uso di in sostituito ad en: Notisi pour invece di par: Fu un influsso passeggero. Le maniere di dire avverbiali composte di un aggettivo o di un sostantivo e della preposizione à coll'articolo determina- tivo, come: I, e segg. Sono messe dall'Estienne sulla bocca degli italianisti per dare alle loro frasi un colorito più italiano le forme: Il Ronsard, che ammise non poche inversioni, 5 fu costretto ad avvertire che tale uso era contrario all'indole della lingua francese.

Tuttavia, sfogliando i Due Dialoghi, non di rado s'in- contrano inversioni: L'Estienne le mette sulla bocca di Philausone per render più palese l'imitazione italiana, e, come se l' inver- sione non bastasse a tradire la sua intenzione, crede opportuno sfoggiare un piccante italianismo, noye.

Formazione di parole con suffissi italiani: A proposito del suffisso - ade, V Estienne ci fa sapere obe incontravano molto favore parole come: Il suffisso - aille fece sorgere parole femminili come marmatile 3 coll'idea di disprezzo ond'è colorito anche l' italiano - aglia.

Col suffisso prettamente italiano - esque abbiamo molti esempi: I, — 86 — IL Ritorno della terminazione eau ad el. L'influsso italiano su questo ritorno è attestato non solo dall' Estienne, ma anche da filologi moderni. Il Thurot dice in proposito che nel XVI secolo la pronuncia di eau per el era ancora fluttuante;!

Riduzione del gruppo pi in pi, sci in schi. L' Estienne cita pochi esempi come: Accanto ad esclave s'era sviluppata la forma schiave B , riduzione che non ebbe successo. Ma s' imitava l'Italia o la Spagna?

Vennero di moda le maniere: Voi I, , , pag. Degne di osservazione sono anche le seguenti maniere: L' ordine tenuto dall' Estienne certo non m'offriva un mo- dello. Neppur percorrendo le diverse liste d' italianismi presen- tate da chi finora se n'è occupato, riuscii a scorgere un prin- cipium divisionis corrispondente in qualche maniera ai miei intendimenti.

Riunire questi criteri senza nuocere alla condotta del la- voro era impossibile. M' attenni allora al primo, stimando più opportuno di ri- correre al secondo nella conclusione.

Né volli aggiungere ai neologismi le notizie raccolte intorno alla sorte lor toccata nella nuova lingua: Ecco come divisi l' intricato materiale per tener conto di tutti i punti di vista più importanti sotto i quali lo si poteva considerare: Parole nuove al francese.

Parole passate dall'italiano in francese con qualche modificazione nella forma: Parole formatesi sotto l'influsso italiano, ma il cui tema esisteva in francese: Parole italiane che si posero accanto alle sinonimo francesi: Parole derivate da italianismi: B Parole già esistenti in francese. Parole francesi che subirono modificazioni nel significato: Parole italiane che si sovrapposero alle francesi: Estienne et son oeuvre. Marty-Laveaux Langue de la Plèiade. II, , accettazione per acceptation. E una parola ricordata solo dall' Estienne.

Influssi sulla pronuncia, pag. II, , accettare invece di accepter. I, , accolto si disse invece di accori notisi galle per garbe. A proposito di accolt leggo nel Clém.

Anche il Ristelhuber nota: Secondo l' Estienne, questo verbo era molto in voga presso i cortigiani. Egli lo considera come un pretto italianismo, ma a torto, poiché il verbo esisteva già nel vecchio francese. Infatti, - 97 — il Godefroy ci dà accommoder nel senso di arranger: Si tratta quindi d'un nuovo significato che la parola assunse sotto l'influsso italiano: XVI con altri del Racine, del Pascal ecc. Il Molière usa accommoder nel senso di acheter, acquérir, accepter avec facilità che ricordereb- bero le frasi modellate sull'italiano: I, 6g, acconcio, da cui gli italianisti ricavarono frasi varie e strane: Esisteva già in francese la parola conche, ma questo è assai probabilmente un vecchio italianismo.

Anche il Marty-La- veaux lo considera un italianismo e lo nota, pag. Non si trovano più tracce di queste voci. È un italianismo notato solamente dall' Estienne. Appare nel XVI secolo, incontra fa- vore e dà subito il rampollo accortement.

Estienne nota come s'ingannino coloro che scambiano accort con exeort, il quale viene da scorto coll'aggiunta dellV pro- teico davanti a s implicato. Ricordisi l'autorità che il nostro umanista attribuiva all'uso, come vedemmo più sopra.

La parola ebbe successo. Questa parola non garba al- ' 1' Estienne, ed il tempo gli diede ragione, poiché, infatti, essa non resistette. Nel XVI secolo tuttavia doveva essere usata, se ne troviamo parecchi esempi: Interessante è la no- tizia che dà il Pougens Archéol. Accortisi — Accortesse scompare nel XVI secolo. I, 1 29, accortezza, lo stesso che accortesse.

Rimase quale sostantivo di accort, sviluppando, come esso, il significato di gentilezza unita ad accortezza: Il Ristelhuber riporta, a proposito di accortise: La parola vive tuttora.

Da accortezza si è sviluppato accortise, che diede accortiser: Non trovansi altri e- sempi ; la parola scomparve subito. II, , per affecter, affettare, dove ritroviamo l'as- similazione di e H- t a tt, fenomeno raro e passeggero.

Influsso sulla pronuncia, pag. II, , per affection, affezione. II, , per affectionné, affezionato. Abbiamo esempi ita- liani nel Guicciardini. Il Littré non dà e- sempi antichi di agent in questa accezione.

La parola assunse tutti i seguenti significati, che oggi ancora con- serva: Aimè D I, 61, ahimè. E' notato soltanto dall'Estienne. Trovansi e- sempi nel GOD. Cambridge C III, La parola vive ancora in allegre: I, 38, allegrezza, soppresse le diverse forme che esistevano nel vecchio francese. Non sembra estraneo l' influsso dell' antico spagnuolo alegreza e del provenzale allegrcsa. I, , alto faire alte per fermarsi. E vero che è di origine tedesca e che si aveva già nel XIII secolo hall; ma 1' Estienne nota l'influsso italiano, e infatti non è fuor di luogo il pensare che ad hall si sia messo d'ac- — t02 — canto un alte senza h, passato dalla lingua nostra: E sempre un bell'esempio di quel fenomeno p?

Prima del XVI secolo si scriveva hall: Nel secolo XVI appare alte invece di hall: I, , altezza, termine onorifico. Influssi sin- tattici, pag. Il Littré dà molti esempi moderni: Allesse e Hautesse sono la stessa parola. Né il Clément né il Littré notano questa circostanza ; io credo si tratti d'un semplice risveglio. Vedi la nota impor- tante del Ristelhuber, che, citando il Trippault, fa derivare questo verbo dall'italiano.

Infatti, il Godefroy dà antichi esempi: Amasser ora non conserva più questo significato. I, , ambasciatore per embassadeur aveva preso il posto di embasseur già dai secolo XV, come ambassade, quello di ambassée. Il Godefroy cita della parola tutte le forme anteriori al XVI sec. Ancora nella metà del secolo XV troviamo: È inutile notare che la parola vive tuttora. Il Littré dà esempi: Leg- giamo un esempio del Beroalde Moy. Oggi non esiste più. Il Clément, , cita a- moracciamento italiano?

Esaminiamo, in- fatti, gli esempi che ci dà il GOD. II, 38, da amorazzo collo stesso significato di amourachement. Anche qui il Clément, , cita amo- racciare? Il verbo amouracher ebbe successo; troviamo - uos — nel GOD. II, , andare, in frasi come: Trovasi solamente qualche volta nei D. I, 50, animo in frasi cerne: Tro- vasi solo nei D. Il Littré lo fa derivare da elmetto arme? Il Godefroy dà e- sempi: I, 96 e seg.

Ancora nel , in un dramma relativo all'assassinio d'Adrien Pillot leggesi: I, 96, assassinatore, dovette aver buon suc- cesso, se molti sono gli esempi che si incontrano nella lingua di quel tempo, e se oggi ancora dura. Infatti, troviamo nel GOD. Il Littré dice che assassinateur ora è del dialetto e che non bisogna usarlo. Esisteva prima nel senso di atre; infatti leggiamo: Esisteva già la forma attaché. Influsso sulta pronuncia pag. Il Godefroy dà esempi di attaché e atacque in varie accezioni, ma il significato dell'italiano attacco appare solamente nel XVI secolo: I, , e segg.

Appare la prima volta nel XVI secolo accanto ad attacher, mostrando subito e chiaramente la tendenza a separarsene nel significato, come risulta dalla storia dei due vocaboli. Vedasi infatti il LIT. Esi- steva già in parecchi significati. Ma il senso di conseil, nou- velle, avertissement venne dall'italiano: Non è un italianismo, come tende a cre- dere l' Estienne, ma un semplice risveglio dell' antica forma. Nel senso di réjouissance: I, , balladino o ballerino.

Il Godefroy ne dà il senso: Ben pochi filologi credono all' influsso italiano. E certo che il pro- venzale baladin, ballade hanno contribuito all' infiltra- zione della parola ; ma come si potrebbe negare l' in- flusso della lingua nostra, contro l'opinione dell'Estienne, se baladin non appare che nel XVI secolo? La parola ebbe successo: Esisteva già nel vecchio francese.

Infatti, il Godefroy dà esempi di baler preso in parecchi sensi. Il Godefroy dà parecchi esempi: Balourd vive ancora, mentre balorderie cadde per lasciare il posto a balourdise, di cui son esempi nel LIT. La parola ebbe successo ; trovansi molti esempi moderni: E un bell'esempio d'aggettivo formato col suffisso esque.

Appare facilmente in questo passag- gio l' influsso popolare. Estienne, - "3 — Merlin Coc, Fauchet. Anche aggettivamente fu usato: La pa- rola non esiste più.

S'hanno molti esempi, ma solo del XVI sec. Ne dà anche il M. I, 49, abbastanza, nella frase avverbiale à bastanse si scriveva anche bastance.

È notata solamente dal- l'Estienne, che fa dire a Philausone: I, 4 ; Conf. La parola non resistette. Esisteva già nella forma ba- stonnée: Appare nel XVI sec. La parola, venuta in Italia dalla Spagna, sembra esser passata in Francia pel tramite della lingua nostra. Interessante è di trovare in B.

Come aggettivo esiste ancora; ne troviamo esempi classici: I, 26; II, , bordello. Lo abbiamo in frasi come: E notata neh" Hatzf.

I, , boccone, venne a confondersi colla forma boucon già esistente, che significava: LiT , che dice Bouccon antiquato. I, 84, buffone, apparve nel XVI secolo, fu subito molto usato e diede i rampolli: Du Bellay, Re- grets, Louis Courrier 1, 67 lit.

Troviamo esempi nel M. La parola esiste ancora: II, ; Préc, , brigala. Passa al francese già nel sec. Il Clément dice op. Les poètes de la Plèiade se nommèrent pen- dant quelque temps la Brigade. Le mot est employé au sens militaire par d'Aubigné dans Lit. L'italien brigata a ces deux sens, et particulièrement celui de société d'amis, de commerce entre gens qui se plaisent. La parola dura ancora nel senso militare: Giova notare i rampolli brigadier, brigand, dal quale ultimo derivarono brigandeau, brigander, brigan- derte, brigandesque.

E già usato dal Froissart: Col senso italiano appare nel Voy. Come si vede dalle frasi dell' Estienne, nel XVI sec. II, , bugia — notato solamente dall' Estienne nella frase: II, , bugia, non trovasi che nei D. I, 4, , burlare, appare nel XVI sec.

Il Godefroy lo dice vocabolo incerto che pareva significare: Il senso italiano lo troviamo notato nel Compi. Ha il medesimo signicato di busto. La parola ci rivela la storia di quest'oggetto: Il francese antico aveva bue e bu. Il Littré si occupa dell' etimologia della parola, esaminando le opinioni del Diez e del Ferrari. A noi interessa solo di notare che sul vecchio francese bue si sovrappose la forma italiana: E probabile che il vecchio francese abbia contribuito al successo dell' italianismo: La parola esiste ancora.

L' Estienne ci fa sapere che usavasi questo vocabolo in frasi come: La parola prese diverse forme: La parola vive ancora nella forma calefons. Non trovasi notata che dall' E- stienne. I, , incamiciata , assalto notturno. Il Rabelais, che non di rado infiora la sua frase d' italianismi, ci dice: Il Littré lo nota tuttavia fra i termini antiquati.

Si trova capitain nelle Chron. Questa parola fu una delle più fortunate ed esiste ancora come termine militare, lit. Il Godefroy dà un esempio dell' Amyot: La parola fu soppiantata da un altro italianismo: I, 6, , capitare. Appare solo nel secolo XVI. L'Estienne l'usa nella frase: La forma antica cor potai fu soppressa dall'italianismo ca- poral.

Trovasi caporal nel Rabelais: Fu una delle parole fortunate ; adoperasi anche oggi, sempre come termine militare, lit. I, , , capriccio; cfr. L' Estienne fa un interessante studio sull'etimologia di questa parola. Secondo lui è un neo- logismo inutile, poiché il francese possiede altre parole come verve, fantaisie ecc.

La forma moderna è caprice, capricieux: I, , cattivare lat. L'Estienne lo nota in frasi come: Prima dell' influsso italiano significava reprimere, tener commesso, far pri- gione: E nel senso italiano: Trovasi capuche, capuce, forme tutte derivate dall' italiano.

L'italianismo comincia nel XVI sec. Rabelais, ce fou si sage, Lui legna par parente un Capuchon L'italiano aveva già dato al — — francese caresse, carezza. È interessante Io sviluppo- delia forma chare ssé: Il Marty - Laveaux, , ci dà esempio di caresse: E fece bene il Littré a lasciar in dubbio la data del passaggio in francese di questo neologismo, poiché trovansi numerosi esempi già nel XVI secolo. I, 1 30, carica detto per charge in frasi come: Influssi sulla pro- nuncia, pag.

L' Estienne dice bene: De quoy nous avons exemple E il sol esempio. I, 33 — Conf. I, 50, 5 1 , case, esisteva già nel senso di piccola casa: Venne nel secolo XVI a prendere tutto il significato dell' it. I, — Préc.

È interessante la forma chasmates del Rabelais P. Ili, Prologue , ove vedesi il tentativo di render francese la parola italiana. II, , cattolico nel senso di eccellente, detto di cibi ; si ricordino le. Abbiamo la sola testimonianza dell' Estienne, che fa dire a Philausone: I, , cavalleria per chevalerie.

Cavatene, come termine militare ; chevalerie, come termine onorifico e cortese. Ma dopo l'influsso italiano: Il vo- cabolo ebbe successo: I, , cavaliere per chevalier.

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